Estate 2026 – Come aiutare le tue piante ad affrontare il caldo estremo.

Ritmi giardinieri: estate 2026 – come aiutare le tue piante ad affrontare il caldo estremo.

Inseriamo nella newsletter di settembre un intervento di Paolo Astrua  (@filosofiavegetale su instagram – paolo@filosofiavegetale.it)  più che necessario, vista la situazione devastante della crisi climatica, tratto dalla sua newsletter “Lettere dal sottobosco”:


Il mese di giugno quest’anno, nella mia regione (Piemonte) è stato tragicamente fuori dalla norma con temperature stabili di 34°/35° e picchi continui di 38°/39° in seguito a un mese di maggio simile e con una coda drammatica per tutto il mese di luglio sui 34°/35°. Puoi immaginare cosa sia stato per me e la mia salute fisica e mentale lavorare nei giardini e sui terrazzi in questo periodo? Ti assicuro che non è stato facile. Ma se non lo è stato per me anche per le piante, che sono notoriamente più resilienti di noi esseri umani, è stata una dura prova e continua a esserlo.

– Il caso della mia siepe mista (e di altri giardini realizzati in autunno).
Ho notato che
le piante arbustive e le graminacee che avevo messo a dimora l’autunno scorso in una grande siepe mista perimetrale del mio terreno agricolo hanno reagito abbastanza bene a queste intense ondate di calore estremo. Certo le ho bagnate, ma senza esagerare (forse una volta a settimana o poco di più) e, pur essendo sottoposte a una forte insolazione durante il giorno, hanno subìto poche scottature sulle foglie mantenendo un aspetto piuttosto turgido e sano. Ovviamente qualche foglia è seccata o ha manifestato sofferenza ma nell’insieme mi hanno sorpreso. Si tratta di arbusti di grande rusticità: Rosa (in varie specie e varietà), Syringa vulgaris, Euonymus europaeus, Chaenomeles speciosa, Kerria japonica, Spiraea prunifolia, Cornus mas, Cotinus coggygriae altri.  Anche le graminacee hanno retto benissimo forse perchè ho scelto due specie molto adatte al caldo: Pennisetum macrourum e Cortaderia selloana “Splendid Star” (di cui ti parlo nella sezione “Ciuri tuttu l’annu”).

– Diversa la situazione per le piante in vaso.
Sui terrazzi di Torino quest’anno le temperature sono state davvero proibitive (bisogna pensare che sulle pavimentazioni e sulle murature le temperature di 35° possono trasformarsi in incubi a 50° e più) e molte piante che normalmente tollerano una forte insolazione sono state letteralmente ustionate dal sole. Scioccante vedere come i Cotinus e le Escallonia abitualmente utilizzate in grandi vasi abbiano patito il caldo. Persino gli Agapanthus hanno riportato ustioni sulle foglie. Physocarpus, Deutzia, Acer, pur se posizionate all’ombra, hanno faticato a mantenere una compostezza e in molti casi le foglie hanno patito, per non parlare dei fiori di Hydrangea: hanno assunto l’aspetto che avrebbero in autunno già nel mese di giugno. Graminacee e perenni in genere si sono rivelate più versatili e adattabili e meno danneggiate.

 

I commenti sono chiusi.