E quindi uscimmo a riveder le stelle di venerdì 29 giugno

Piacevole passeggiata (7 km, 400 metri di dislivello in salita) tra i boschi della collina lungo la “Strada Antica di Chieri” con arrivo presso l’Osservatorio di Pino Torinese.

Cena a buffet a cura di MaDe servizio catering e banqueting e a seguire visita all’Osservatorio e utilizzo del telescopio per ammirare le stelle e i pianeti. Rientro con bus GTT linea 30. Posti limitati.

Ritrovo venerdì 29 giugno, a Torino, presso la Chiesa della Madonna del Pilone, in corso Casale 195 alle 17,30 e partenza alle 18.

Quota di partecipazione (comprensiva di cena e visita all’Osservatorio): 25 euro per i non soci, 20 euro per i soci.

Info ed iscrizioni (posti limitati): 349.7210715, camminarelentamente2@gmail.com, www.camminarelentamente.it

Le origini dell’Osservatorio sono antiche: già a fine Settecento fu costruito sui tetti del palazzo dell’Accademia delle scienze di Torino ad opera dell’architetto Francesco Ferroggio e venne inaugurato ufficialmente il 30 novembre 1790.

Nel 1822 l’astronomo Giovanni Plana trasferì i pochi strumenti a sua disposizione a Palazzo Madama, aggiungendone altri più evoluti e dando inizio a un’attività osservativa sistematica.

Cinquant’anni dopo il direttore Alessandro Dorna fece notare che era giunto ormai il momento di trasferire l’attività al fine di migliorare la ricerca. Infatti la sempre più illuminata e rumorosa Piazza Castello non era più il luogo adatto per l’osservazione degli astri. Per opera di Giovanni Boccardi tra il 1907 ed il 1912, l’osservatorio venne trasferito da Torino a Pino Torinese sulla collina Bric Torre Rotonda a 620 metri sul livello del mare.

Terminata la costruzione nel 1912, il complesso costò 230.000 lire (circa 785.000 € attuali); vennero costruite due palazzine: una per la biblioteca e per l’alloggio del direttore, e l’altra per il deposito degli strumenti e per l’officina.

Con gli anni trenta i diversi direttori che si succedettero alla guida dell’osservatorio si trovarono ad affrontare numerosi problemi: inadeguatezza degli strumenti, personale poco qualificato, disinteresse delle istituzioni.

Il piano di rilancio dell’osservatorio partì solo nel 1966 con la direzione di Mario Girolamo Fracastoro, che portò ad un forte impegno nel settore dell’astrometria. Vennero installati nuovi cannocchiali, mentre la cupola fu sopraelevata di cinque metri. Inoltre venne edificata una nuova struttura in cemento armato foderato di vetri che ospita lo strumento più prezioso dell’osservatorio: il telescopio Reosc con uno specchio di 105 cm di apertura, chiamato astrometrico e inaugurato nel 1974. Presso l’Osservatorio di Torino è inoltre utilizzabile il telescopio rifrattore Morais che, con i suoi 42 cm di diametro, è il più grande strumento a lente presente sul territorio italiano.

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